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Il capello
di Augusta Gori
C'era una volta una bella signora,
cambiava d'abito circa ogni ora.
Sempre elegante e assai profumata
con tacchi alti e ben pettinata.
Proprio la chioma era il suo vanto,
liscia o arricciata, piaceva tanto.
Ma un suo capello lucido e bello
cadde per sbaglio dentro a un ombrello,
che fu imprestato in un giorno di pioggia
a Gino, che aveva aggiustato la doccia.
Aprendo l'ombrello il capello cascò
e sulla spalla di Gino restò.
Due giorni dopo, sua moglie, ordinata
diede alla giacca una bella scrollata.
E fu così che il capello dorato
lontano dal vento fu trasportato.
Andò a finire, ironia della sorte,
su un fattorino che portava tre torte.
Che c'era gran festa dall'ammiraglio
e lui dalla prua scrutava uno scoglio.
Fu così che il capello salpò con la nave
perché era rimasto impigliato a una trave.
Fece il giro del mondo per altri diec'anni,
ma una notte la chiglia ebbe dei danni.
In Lapponia lo scafo col buco fu issato
ed è lì che il capello ora vive beato!
© Augusta Gori
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