IL SALE DELLA VITA
di Augusta Gori

Un bel mattino, Punz, il mago dispettoso, si svegliò con un gran mal di testa. Era arrabbiato perché la sera prima non gli era riuscita una magia cattiva. Nonostante il malumore, il mago Punz si mise a far colazione e intanto pensava a cosa avrebbe potuto fare per far dispetto agli uomini. Pensa che ti ripensa alla fine disse: "Trovato! porterò via tutto il sale del mondo!" E così fece. Prese il sale all'acqua del mare, fece sparire il sale da cucine e negozi e in breve tempo portò in mezzo al deserto tanto di quel sale da farne un'intera montagna. Gli abitanti e gli animali della terra cominciarono a preoccuparsi. Non si vive senza sale! I pesci del mare non sapevano nuotare nell'acqua dolce, i cuochi non riuscivano a cucinare niente di saporito e tutto il mondo sembrava insipido. Non si rideva più, non ci si stupiva più, non si litigava più. Insomma mancava il sale della vita! Allora Filippo, che era un uomo molto coraggioso, decise di andare nel deserto a riprendere il sale. Si mise in viaggio da solo e siccome il viaggio era molto lungo si portò dietro dell'acqua e sei uova sode. Cammina che ti cammina, dopo tre giorni arrivò nel deserto. La montagna di sale si vedeva da lontanissimo perché il rovente sole del deserto la rendeva di un bianco accecante. Filippo non riusciva ad avvicinarsi; il riflesso della luce del sole sul sale era così forte che non riusciva a tenere gli occhi aperti. Decise di aspettare una notte senza luna e poi quatto quatto arrivò alla montagna di sale e si riempì le tasche ed un'enorme bisaccia che aveva portato con sé. Quando il mago Punz si accorse di quello che stava accadendo, per prima cosa si infuriò tantissimo, corse alla montagna di sale, ma ne fu accecato, perché i maghi vedono uguale sia di notte che di giorno. Reso quasi cieco dal riflesso del sale Punz si rese conto della sua stupidità e per farsi perdonare aiutò lui stesso a riportare il sale dove l'aveva preso. E Filippo, felice, tornò al suo paese e fu acclamato come un eroe.


© Augusta Gori
disegni di Giovanni Caviezel