La vera storia di un teatro d' opera
di Augusta Gori



   Tanti e tanti anni fa esisteva un piccolo regno che aveva un Re molto molto grasso, goloso, vanitoso e cattivo. Era un vero despota e spadroneggiava sui suoi sudditi. Pretendeva ogni giorno abiti sempre più nuovi e più belli, ma siccome continuava ad ingrassare a vista d'occhio, i sarti, per non essere puniti inventarono una stoffa un po' elastica che ancora oggi noi usiamo: la maglia. Questo Re aveva uno scudiero buono e simpatico che si chiamava Carpino. Ogni mattina il Re lo chiamava e gli ordinava quello che avrebbe mangiato durante la giornata. Per esempio: uova di pappagallo farcite di zabaione ricoperte da salsa di arancini messicani, lasagne al ragù di orso polare con aroma di ali di farfalla dalla nuova Zelanda, frittura di carciofini azzurri con frittelle di farina di pannocchie nere africane ... e Carpino doveva correre per il mondo a procurare tutti gli ingredienti in pochissimo tempo.

   Passavano gli anni e i sudditi erano sempre più scontenti. Un giorno il Re fece un grande capriccio: decise che avrebbe fatto cucinare la torta più grande del mondo intero per far vedere quanto lui fosse potente. E così tutti i sudditi, aiutati dallo scudiero Carpino, cominciarono a confezionare questa torta. Ma la torta era così grande che dovettero costruire un'impalcatura circolare per poterla preparare e per portare tutti gli ingredienti. La torta cominciava a prendere forma. Da ogni buco dell'impalcatura venivano portati gli ingredienti che Carpino aveva trovato in tutto il mondo: ciliege giganti dal giappone, bauli di cioccolato olandese, uova di struzzo dall' Africa, canditi Siciliani, marmellata di petali di rose inglesi, farina gialla e verde, canditi speziati rumeni .

   Finalmente, dopo tanta fatica, la torta fu finita e la lasciarono lievitare per un'intera notte. Al mattino dopo, in ciascun buco dell'impalcatura fu acceso un fuoco per poter cucinare la torta. Dopo tre giorni e tre notti la cottura era quasi finita, ma il Re che era molto impaziente, volle assolutamente assaggiarne subito un pezzo. Si fece portare in alto in alto in cima alla torta e con il suo spadino fece un buco proprio nel centro della torta. Ebbene, il calore interno era talmente forte che la torta scoppiò tutta con un tale fragore che lo sentirono anche al centro della terra, e con una tale forza da spedire il Re goloso su Marte. Non lo rividero mai più. Però il regno era in ginocchio perché la gente non aveva più da mangiare. Avevano usato tutti gli ingredienti per la torta che ora era inmangiabile. Presi dalla disperazione e dalla fame si misero a piangere tutti insieme. Sopra di loro passò volando, proprio in quel momento, un piccolo corteo di fate che stava andando al raduno del Ghiaccio, le quali, intenerite da quel popolo disperato fecero un incantesimo che trasformò le lacrime di quei poveretti in favolosi gioielli. Cosi poterono vendere i gioielli e comprarsi da mangiare e ricominciare una nuova vita E siccome non avevano più un Re, elessero Carpino come loro nuovo sovrano il quale fece trasformare l'impalcatura, che era servita per costruire la torta, nello splendido teatro di quella città che è ancora oggi decorato con alcuni di quei favolosi gioielli, e le fate, che si erano trovate cosi bene, decisero di stabilirsi per sempre nel regno di Carpino.

Queste fate sono le bisbisbisbisnonne delle mamme di oggi. Se fate ben attenzione vedrete che ciascuna delle vostre mamme ha qualcosa di magico.

© Augusta Gori
disegni di Giovanni Caviezel